Violenza di genere

Numeri e parole di una questione maschile. Che colpisce le donne.

In Italia, uno o più uomini hanno esercitato violenza fisica o sessuale nell'arco della vita di 6 milioni 788 mila donne.
 
In Italia, uno o più uomini hanno esercitato violenza fisica nell'arco della vita di circa 4 milioni di donne.
 
Gli stupri e i tentati stupri, che  sono  compiuti da  un uomo nel 66,2%  dei  casi  da  conoscenti  (32,8%),  amici (16,9%), parenti (5,3%), colleghi (9,7%) e amici di famiglia (3%)
 
Negli ultimi 5 anni il numero di donne che hanno subìto almeno una forma di violenza fisica o  sessuale  ammonta a 2 milioni 435 mila, l’11,3% delle donne dai 16 ai 70 anni
 
Nel 2014 sono circa 4 milioni 400 mila le donne che dichiarano di subire o di avere subìto violenza  psicologica dal partner attuale,  il 26,4% della popolazione  femminile in coppia.

Ogni 2,4 giorni, nel nostro Paese, un uomo uccide una donna* (152 donne uccise nel 2014).
 
In Italia, ogni 7 minuti un uomo stupra o tenta di stuprare una donna.

Sono numeri volontariamente "rovesciati", per spostare lo sguardo dalle vittime agli autori. Cambiare punto di vista significa guardare in faccia una realtà spiacevole: la violenza che colpisce le donne proviene soprattutto dagli uomini. Da noi. Per questo quando si usa l'espressione "violenza di genere", si sottintende che il genere è quello maschile.

La violenza di genere non è solo l'aggressione fisica di un uomo contro una donna, né la sua forma più estrema, il femicidio. Include anche vessazioni psicologiche, ricatti economici, minacce, molestie sessuali, persecuzioni, compiute da un uomo contro una donna in quanto donna. Azioni quasi sempre ripetute nel tempo, compiute da uomini molto diversi tra loro per età, condizione sociale, livello di istruzione, nazionalità, religione. Non da "mostri". E di solito neanche da sconosciuti. I partner e gli ex partner compiono più frequentemente tutte le forme di violenza fisica rilevate e sono responsabili della maggioranza degli stupri. 

La violenza di genere è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, legato alla strutturale disparità sociale, economica e di potere tra uomini e donne. Dipende da molte cause, fattori e condizioni. Ma una cosa è sicura: non fa parte per natura dell'essere maschi. Dire che il problema ci riguarda in quanto uomini, non significa affermare che siamo tutti colpevoli. Significa che possiamo scegliere. Scegliere tra negare, giustificare, minimizzare il problema. O, da uomini, fare qualcosa per cambiare la mentalità e la concezione delle relazioni tra i generi, in cui la cultura della violenza trova spazio per crescere.

* Dati tratti dalla ricerca ISTAT del 2015 "La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia" e, per quanto riguarda i femicidi, dal monitoraggio effettuato dai centri antiviolenza sulla stampa locale e nazionale. I dati nazionali e internazionali sono esposti e comparati dallo studio "Gender Based Violence: le violenze maschili contro le donne." commissionato dalla Fondazione del Monte a Giuditta Creazzo, ricercatrice e socia della Casa delle Donne di Bologna - per non subire violenza.



La violenza (non) vista dai teenager.

Per un giovane tra i 18 e i 29 anni su quattro, la violenza sulle donne è dovuta a raptus momentanei, giustificati dal troppo amore e va affrontata dentro le mura di casa. Una percentuale preoccupante di teenager di entrambi i sessi tollerano i comportamenti violenti e possessivi nell'ambito di una relazione, mentre i maschi in particolare condividono una visione ancora fortemente sessista e stereotipata delle differenze di genere. E la violenza in rete? Per il 21% delle ragazze e ragazzi, il cyberstalking rientra nella normalità.

Comunicazione: Studio Talpa | Comunicattive